Tabagismo

tabagismo

Il problema del fumo ha assunto un’importanza sociale molto rilevante per i noti danni che esso provoca e in particolare il danno oncogeno ormai documentato accanto a quello vascolare, coronarico e polmonare.
Da qui la richiesta sempre più frequente anche a livello istituzionale, di una serie di terapie per vincere l’impellente impulso a fumare - la letteratura propone diversi sistemi che spaziano dalla farmacologia all’agopuntura, dalla fitoterapia e pranoterapia all’ipnosi. L’applicazione dell’ipnosi nel trattamento del tabagismo ha avuto negli ultimi anni una certa diffusione ma i risultati per quanto riguarda l’astensione totale dal fumo e la sua durata sono molto divergenti.

I successi ottenuti vanno nel complesso dal 4 all’88% a sei mesi dal trattamento.

Questa incostanza nei risultati ottenuti dai differenti autori è dovuta a vari fattori quali: il diverso numero delle sedute, la durata di esse, le tecniche ipnotiche applicate e le suggestioni usate, il tipo di pazienti (studenti, volontari, malati), il tipo di trattamento (individuale o di gruppo).
Dall’analisi di più di 20 studi pubblicati sull’argomento dal 1970 ad oggi risulta che a sei mesi di distanza dalla fine del trattamento più del 50% dei fumatori è rimasto astinente in programmi che comprendevano numerose ore di trattamento, intense interazioni interpersonali, suggestioni che utilizzavano motivazioni specifiche per singoli pazienti e l’uso di tecniche comportamentali aggiuntive.
Weilbacher e Venturini (1987) riportano una casistica di 365 fumatori (264 uomini e 104 donne) trattati individualmente con ipnosi, adattando una tecnica”standard” policentrica ad “ampio spettro”, il numero delle sedute varia da una a due al massimo, della durata di 45 minuti ciascuna e ognuna comprende l’applicazione di 5 suggestioni ipnotiche fisse: rinforzo dell’Io (Hartland), visualizzazioni positive, tecniche avversive, suggestioni postipnotiche e autoipnosi.


Riportano i seguenti risultati riguardo a 133 pazienti dopo tre anni: astinenti completamente il 24%, astinenti limitati nel tempo: 24% dopo una seduta, 35% dopo due sedute, portando il dato complessivo comprendente i successi temporanei più i permanenti al 44% dei soggetti trattati con una seduta e al 56% con la terapia completa di due sedute, non si è rilevato un rapporto significativo fra la profondità dell’ipnosi e il successo terapeutico, mentre i migliori risultati sono stati ottenuti nei forti fumatori (40-70)sigarette presumibilmente perché più motivati.


Fleischer, che utilizza una tecnica di induzione rapida molto elaborata afferma di ottenere in una seduta l’80% di successi: l’autore enuncia la legge del “tutto o nulla” e raccomanda di vedere il soggetto due o tre volte in colloqui preparatori affermando di non avere insuccessi se il paziente è ben motivato e manifesta un buon transfert verso la persona del terapeuta e se sono somministrate buone suggestioni ipnotiche e postipnotiche: sono talvolta impiegate le tecniche dette di immersione (Powell 1980).

È importante nell’intraprendere il trattamento con ipnosi della disintossicazione tabagica comprendere le ragioni specifiche o meglio psicodinamiche per le quali il paziente fuma. Si riscontra spesso a dispetto che il tabacco nuoce alla salute e riduce la durata della vita, un certo numero di ragioni non certo giustificabili (Ewin 1977); tendenze autodistruttive, sublimazione sessuale, pressioni da parte dell’ambiente, sfida e visualizzazione del “soffio della vita” come motivazione inconscia per fumare. A tutte queste ragioni va aggiunta la trasgressione dei giovani e il carattere ordalico di questo avvelenamento quotidiano e così la gratificazione orale ed altre giustificazioni ancora, ma la prima delle ragioni resta la dipendenza dalla nicotina. Comunque prima che un individuo si rechi dal medico per smettere di fumare la sua decisione ha già fatto un lungo cammino con una progressione che passa per l’abbandono del piacere, l’ambivalenza nei confronti del pericolo, il fastidio di smettere e la sindrome di astinenza per giungere al rifiuto dell’atto.
Lo studio della dipendenza psicologica dal tabacco è spesso necessario in ipnositerapia perché consente di meglio individuare la personalità del soggetto, di evidenziare l’ansia sottostante o la tendenza alla depressione e talvolta una vera e propria depressione conclamata, da qui la necessità di un trattamento adeguato e del sostegno psicologico durante la cura.

Tecniche

Di per sé la tecnica ipnotica può essere breve come già detto e implicare la durata di due sedute seguite da colloqui a distanza di tempo:

• induzione ipnotica;

• verbalizzazione di rinforzo dell’io;

• rinforzi positivi;

• rinforzi negativi sotto forma di visualizzazioni cenestesiche rispettivamente gratificanti e avversive con particolare riferimento all’apparato respiratorio

• tecnica della progressione nel tempo con la quale il paziente vive in un ipotetico futuro il piacere di essere liberato dal condizionamento dal fumo;

• alla fine della seduta vengono date suggestioni postipnotiche e istruzioni di autoipnosi volte a favorire l’avversione al fumo;

• per quanto riguarda le suggestioni propriamente dette si usano tecniche che si basano sulla immaginazione mentale, le suggestioni sono necessariamente funzioni dell’analisi semiologia che abbiamo eseguita e riprendono le motivazioni negative del soggetto, che gli vengono rinviate sotto forma di metafora;
• si presenta il tabacco come una dipendenza, un indebolimento, un veleno;
• con le suggestioni di rinforzo dell’io si sollecita il paziente a lottare contro questi tre fattori insistendo sulla sua indipendenza e sulla sua libertà a non più fumare;
• si insegnano tecniche di autoipnosi per riprodurre al domicilio lo stato di rilassamento e le suggestioni (insistendo su quelle positive);
• suggestioni di proiezione nel futuro: di grande benessere quando il soggetto avrà smesso di fumare, sensazioni di freschezza dell’alito al risveglio, di migliore respirazione;
• suggestioni postipnotiche onde prevenire un’eventuale ricaduta e controllare l’angoscia e il nervosismo che si verificano durante l’astinenza;
• comunque sia l’ipnosi nella disintossicazione tabagica attiva la motivazione del paziente a disintossicarsi.


Procedura autoipnotica di Johnson e Johnson (da J.Hoareau-Masson)

Esercizio autoipnotico

1) Inspirare profondamente e trattenere il respiro guardando al di sopra della testa.
2) Tenere gli occhi in questa posizione e chiudere le palpebre lentamente mentre si inizia la respirazione, rilassandosi.
3) Ripetere le formule delle suggestioni per smettere di fumare.
4) Aprire gli occhi in uno stato di benessere.


Autosuggestione

“Per il mio corpo il tabacco è un veleno”
“Ho bisogno di un corpo in buona salute per vivere”
“Debbo al mio corpo rispetto e protezione”

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