Ipnosi clinica

Antichissima procedura terapeutica che utilizza la parola, il suono, la voce del terapeuta per attivare uno stato di coscienza modificato, simile al pre-addormentamento, in cui corpo e mente entrano in contatto armonico producendo un condizione di benessere in grado di ripristinare la salute fisica, psichica e comportamentale.


In particolare, in questo stato di ‘riposo guidato’ mentre si allentano temporaneamente le funzioni di controllo vigile sul mondo esterno, l’attenzione viene riportata al proprio mondo interiore; si producono alcuni ‘fenomeni’ temporanei al livello percettivo e mnemonico espressione di un piano di realtà modificato in cui le energie e risorse psichiche normalmente bloccate o distratte dai modelli abituali di reazione si liberano entrando a disposizione dell’immaginazione creativa del soggetto.


È proprio tale ‘immaginazione creativa’, accompagnata da adeguate immagini, simboli o associazioni indotte dal terapeuta, che si risveglia producendo cambiamenti profondi nella comprensione di sé e del mondo fuori di sé, tali da ampliare la prospettiva vitale.

La ricomposizione in una modalità di reazione bio-psichica più profondamente integrata si traduce in una promozione della salute continua e persistente nel tempo, che investe sia il livello biologico, tramite le interconnessioni della rete neuro-endocrina, che quello psico-comportamentale.


La “suggestione” da sempre utilizzata consciamente o inconsciamente nel rapporto medico - paziente, storicamente appartiene a quel mondo in cui “fare medicina” era ancora “fare magia”, o meglio “malìa”, nelle culture sciamaniche e comunque laddove il medico era anche sacerdote.

«Troviamo tracce di manifestazioni di tipo ipnotico in opere letterarie a partire da Omero, nei rituali religiosi della civiltà maja ed egizia ed in certe pratiche mediche indiane posteriori al VI sec. a.C.», sostiene G.Guantieri(1973), un’esperto italiano di ipnologia.


Un mondo in cui la “guarigione” doveva necessariamente essere mediata da un’alterazione dello stato di coscienzaprovocata da suoni, ritmi, litanie, profumi, luci. La “fase magica” dura fino ad oltre la metà del 1700, quando Franz Anton Mesmer introduce il concetto di “magnetismo naturale” e cioè di un fluido vitale presente in tutto l’universo che determina, con le sue variazioni di concentrazione, le proprietà stesse dei corpi: il loro essere in armonia o il loro squilibrio.


Da questo momento, l’ipnologia, “entra” nella scienza ufficiale della medicina. Dai tempi di Mesmer a Charcot, fino a Freud e a Pavlov, l’ipnosi è stata al centro di vivaci diatribe sul suo reale valore terapeutico, fino ad affacciarsi ai tempi moderni diventando “alleata della medicina”.


La psicanalisi e la psichiatria si sono spesso servite dello stato ipnotico, soprattutto nella terapia della nevrosi, ma molte altre sono oggi le sue applicazioni: dalla psicoterapia (contro l’asma, allergie, cefalee, dermatiti, disturbi gastrointestinali, obesità, insonnia, ipertensione arteriosa, tabagismo), al controllo del dolore, dalla preparazione al parto alla sessuologia, al campo dell’immaginario. In quest’ultimo campo, Tilde Giani Galliano ci parla delle cosiddette “tecniche immaginative”, cioè di quelle tecniche che, servendosi della sola capacità di immaginare e di utilizzare immagini reali o simboliche, possono condurre alla guarigione di varie malattie psicosomatiche, alla soluzione di gravi crisi depressive, al dissolversi di certe forme ossessive e al dissuadere di determinati comportamenti nevrotici. Nella terapia mediante “l’imagerie mentale”, il ruolo fondamentale è quello del simbolo, delcontenuto simbolico delle immagini di potenza, le “immagini chiave” e di quello ugualmente simbolico delle immagini elaborate dal paziente e infine delle interpretazioni simboliche compiute dallo psicoterapeuta ma anche dal soggetto stesso.

 

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