Malattie psicosomatiche

malattie psicosomatiche

La medicina psicosomatica nasce dalla consapevolezza che mente e corpo sono strettamente collegati l'una all'altro e quindi che il mondo emozionale e affettivo influenza in maniera evidente quello fisico. Dopo secoli in cui l’uomo malato veniva considerato soltanto un meccanismo inceppato da riparare, oggi questa disciplina specialistica riporta la malattia su un piano più umano.
Non si tratta quindi di capire quali eventi fisici e biologici abbiano causato la patologia, ma quali meccanismi psicologici siano a essa ricollegabili.
Psicoterapeuti esperti, come la dottoressa Merati Luisa Maria, sono in grado di riconoscere trovare una cura alle malattie psicosomatiche, considerate espressione nel corpo di un disagio psichico (vedi somatizzazione).

 

Il paziente psicosomatico ha come caratteristica l’alexitimia, vale a dire l’incapacità a esprimere con le parole le proprie emozioni o, se riesce a nominarle, non sa distinguerle le une dalle altre: questo avviene per una regressione alla primissima infanzia alla relazione primordiale del paziente con la madre, in cui si sia verificata una serie di traumi precoci: la regressione all’“infans” spiega il fatto che i messaggi inviati dal corpo alla psiche o viceversa si inscrivano psichicamente senza rappresentazione di parole. Ma il paziente psicosomatico può parlare con il corpo, simbolizzare attraverso il corpo.


Fenomeni somatici si verificano quando la psiche è messa in pericolo dall’insorgere di eventi minacciosi che vengono espulsi dalla coscienza,per proteggere il soggetto da un danno psichico (angosce psicotiche). L’espulsione (forclusione secondo N. Mc Dougall) della parte psichica di un’emozione permette alla parte fisica di esprimersi come nella prima infanzia, il che porta alla risomatizzazione dell’affetto secondo il linguaggio degli organi.


Nell’ottica psicosomatica la malattia viene interpretata come linguaggio del corpo, il sintomo come messaggio di un disagio del paziente, messaggio che va quindi letto secondo la cronologia della storia personale nell’ambito familiare e ambientale, cogliendo l’analogia tra la funzione dell’organo colpito e la funzione psichica corrispondente ivi rappresentata simbolicamente: storia personale quindi, non solo anamnesi patologica remota e prossima ma biografia in cui la “patologia” si intersechi con gli eventi della vita e la comparsa della malattia sia messa in relazione temporale e interpretata.


In questo senso la somatizzazione va intesa come manifestazione attraverso il corpo di un conflitto che non può essere espresso attraverso la parola e la psiche, ma viene immediatamente scaricato nel soma attraverso il sistema neurovegetativo ricorrendo a meccanismi di rimozione e negazione, scegliendo l’organo che ha analogia con il materiale rimosso.
Scopo primario degli insegnamenti della scuola è di inquadrare l’uomo in una visione olistica e curarlo tenendo conto del messaggio contenuto nel sintomo, senza quindi abolirlo ma interpretandolo e cercando di rendere cosciente il paziente del suo significato: ciò sarà possibile ovviamente se e quando il paziente ne è o ne sarà in grado.

Il paziente psicosomatico vari gradi di alexitimia e andrà analizzata quindi la sua richiesta, la sua motivazione, la sua capacità di espressione, di insight: ciò al fine di potergli proporre una terapia appropriata che affronti il problema in una concezione olistica ma conforme alle sue richieste e alle sue possibilità. Proprio per questo motivo, oltre alla psicoterpia ipnotica tout-court, ci si avvale di una vasta gamma di terapie una volta dette alternative, oggi più propriamente dette complementari, che affrontano la patologia tenendo conto della comunicazione mente-corpo nella totalità dello psicosoma. Le medicine complementari proposte sono: fitoterapia, omotossicologia, omeopatia, fiori di Bach, agopuntura, riflessoterapia, reiki.
Fitoterapia, omotossicologia, omeopatia, fiori di Bach sono tutte terapie che richiedono un “intermediario” (il fitofarmaco, il rimedio, il fiore) nella relazione medico/paziente; invece agopuntura, reflessoterapia, reiki comportano un accesso al corpo sempre più diretto(e quindi un più ravvicinato rapporto terapeuta/paziente), nell’agopuntura mediante l’ago come intermediario, intermediario che poi non compare nella reflessoterapia, nel reiki, mentre nell’ipnosi esiste solo il “rapporto” terapeuta/paziente durante il quale si può accedere al corpo con dei toccamenti detti “passi”, ma il mezzo terapeutico consiste soprattutto nell’uso della parola e nella somministrazione di immagini che influiscono sull’assetto psicobiologico.
Interessante notare, proseguendo nell’analisi delle terapie nell’ordine esposto, che dalla fitoterapia al reiki, diminuisce il peso molecolare del mezzo terapeutico, cresce la diluizione, viene usata un’energia sempre più sottile, fino, arrivando alla psicoterapia ipnotica, a quella della parola e delle immagini usate in ipnosi; tanto maggiore sarà l’alexitimia, tanto maggiore sarà il peso molecolare e la concentrazione del mezzo terapeutico usato, viceversa tanto maggiore la capacità di insight, tanto più sottile,”aerea”, sarà la terapia e più diretto il rapporto terapeuta/paziente.
Nella pratica, gli insegnamenti si propongono di fornire al futuro psicoterapeuta la possibilità, caso per caso, di proporre a ogni singolo paziente possano più di una terapia contemporaneamente o di seguito secondo un suo percorso evolutivo.
Inoltre, ogni terapia potrebbe essere usata a scopo sintomatico, se le circostanze lo richiedono, ma in genere nell’ambito in cui si opera, si usano queste terapie con un approccio olistico, con lo scopo di raggiungere un equilibrio psicosomatico.
Riassumendo quindi ci potrebbe essere un percorso ideale: dalla fitoterapia alla psicoterapia ipnotica che sollecita l’immaginario del paziente psicosomatico, immaginario solitamente impoverito per difenderlo da angosce di perdita di identità che vengono somatizzate.


È bene ribadire ancora una volta che la terapia olistica mira non alla soppressione del sintomo bensì alla sua interpretazione, interpretazione che il paziente potrà affrontare a seconda del suo grado di evoluzione a livello di difese, tenendo conto che la malattia di per sé è difesa contro un danno psichico e nello stesso tempo messaggio di trasformazione in atto.

 

A Milano vanta un’ottima conoscenza in materia e una sensibilità che le permette di curare il paziente nella sua globalità.

Quali sono le malattie psicosomatiche?

Tutte le patologie possono essere viste in un'ottica psicosomatica, in particolar modo Luisa Merati tratta:

 

  • allergie
  • alopecia
  • asma
  • cefalea
  • cervicalgia
  • colon irritabile,colite
  • cute
  • enuresi notturna
  • fibromialgia
  • insonnia
  • ipertensione arteriosa
  • obesità e disturbi alimentari
  • sessualità

 


Per conoscere tutte le informazioni che vi occorrono e per incontrare un esperto che possa trovare la giusta soluzione ai vostri problemi prendete subito contatto con la dottoressa.

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