Disturbi alimentari

Il cibo riveste un alto valore simbolico e può sostituire l’amore, il sesso, il piacere, può essere un mezzo per fuggire da emozioni e pensieri sgradevoli, per evitare la sofferenza psichica.


Il cibo viene utilizzato dall’obeso per risolvere tutti i problemi della sua esistenza in maniera inadeguata esagerata.


Il peso e i chili in più rappresentano la protezione, la difesa e nello stesso tempo il nemico contro cui bisogna lottare; oltre a non riconoscere la sensazione di sazietà e di pienezza, l’obeso condivide con l’anoressica e la bulimica una deformazione della propria immagine corporea.


Il sovrappeso rappresenta un guscio protettivo e nello stesso tempo dà una sensazione di forza.

 

Nell’anoressia invece siamo di fronte ad un ideale ascetico portato all’estremo. Il rifiuto dell’anoressica di mangiare è un no alla fisicità e a tutte le esigenze del corpo.
La resistenza contro la femminilità si manifesta anche nella mancanza di mestruazioni: il masimo ideale è la smaterializzazione. In realtà le anoressiche hanno una fame enorme di cibo e di tutto ciò che è vita e se la fame le assale mangiano di nascosto e quindi rifiutano il cibo vomitandolo.


Nella bulimica il desiderio di mangiare appare autonomo, irresistibile, compulsivo, il cibo rappresenta amore, sicurezza, soddisfazione del bisogno e la presenza del vomito indica l’ambivalenza (rigetto,rifiuto) dell’oggetto d’amore.

 

Per approfondimenti potete leggere il seguente articolo intitolato " Obesità dal punto di vista psicosomatico ".

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