Psiconevrosi

Le psiconevrosi sono condizioni morbose molto comuni caratterizzate da disturbi psichici della sfera affettivo-istintiva, della personalità, o da sintomi somatici di vario tipo. In tutte le forme c’è una condizione di turbamento emotivo con insicurezza e ansia, con  uno stato di sofferenza penosa, di senso di malattia, d’inibizione delle condotte sociali. Sostanzialmente il soggetto nevrotico si avverte come decentrato, disarmonico rispetto a se stesso, più o meno bloccato nei suoi desideri e nelle sue potenzialità, e tale squilibrio interiore lo conduce a stabilire relazioni insoddisfacenti con gli altri. Tale forma di disadattamento emotivo non comporta, come invece nelle psicosi, una totale compromissione del contatto con la realtà, specie per quanto riguarda le funzioni conoscitive e critiche.

Il  sintomo nevrotico è il risultato di un compromesso legato a un conflitto intrapsichico che non può essere risolto. I diversi quadri clinici con cui si manifesta una psiconevrosi rappresentano il modo in cui il soggetto tenta di risolvere l’ansia derivante dal conflitto stesso.

Le psiconevrosi dette nevrosi attuali sono forme nelle quali il conflitto psichico è innescato da shock emotivi di varia natura. Possono presentarsi in varie forme: con crisi di angoscia nelle quali a volte il quadro clinico è dominato da disturbi del sistemanervoso vegetativo (disturbi cardiaci, digestivi, ecc.) oppure con agitazione, stato confusionale, accessi isterici, diminuzione di efficienza delle attività intellettuali o sessuali. Al gruppo delle nevrosi attuali appartengono le cosiddette nevrosi da guerra, le nevrosi postraumatiche (scatenate spesso da incidenti, anche in assenza di ferite fisiche), le nevrosi da indennizzo (dominate dall’atteggiamento rivendicativo del paziente, che mira a ottenere un risarcimento per il suo stato).

 

Le nevrosi attuali rappresentano una forma di passaggio verso le semplici reazioni psichiche. Le psiconevrosi propriamente dette sono forme nelle quali il conflitto intrapsichico non è provocato da fattori esterni ma nasce nell’interno stesso della psiche, e comprendono:

  • la nevrosi isterica
  • la nevrosi ossessiva
  • la nevrosi fobica.

Nevrosi isterica

Nella nevrosi isterica si osservano sintomi somatici di vario tipo che realizzano vistose espressioni simboliche degli impulsi rimossi o comunque dei conflitti: disturbi della motilità (paralisi, contratture, disturbi della postura, dell’equilibrio, o della deambulazione, crisi di tipo convulsivo), della sensibilità (anestesie, iperestesie, disturbi della cenestesi), delle funzioni sensoriali (cecità, sordità, ageusia), delle funzioni vegetative (anoressia, incontinenza, disfagia, vomito, diarrea, dispnea ecc.), della funzione sessuale (frigidità, impotenza ecc.). Si associano sintomi psichici variabili: stati di eccitamento psicomotorio con atteggiamenti enfatici, amnesie, disturbi della coscienza e altri.

Nevrosi ossessiva

La nevrosi ossessiva o nevrosi coatta è caratterizzata dall’aspetto compulsivo costrittivo dei pensieri, dei sentimenti, delle idee e dei comportamenti del paziente. Nelle sue normali attività mentali egli sente intrufolarsi insistentemente idee e processi di pensiero che non riconosce come propri, che vorrebbe evitare ma non vi riesce. Il paziente è a volte completamente assorbito da queste attività, che interferiscono nella sua vita quotidiana e nel suo rendimento lavorativo spesso è anche affaticato, indisposto, in preda a disagio. La nevrosi fobica è caratterizzata da un timore specifico, sproporzionato e irrazionale, verso oggetti, luoghi, situazioni, persone o eventi che per via simbolica vengono caricati di significati penosi. Il soggetto in genere comprende l’irrazionalità del suo comportamento, ma si sente spinto a evitare l’oggetto (o la situazione) evocatore della sua fobia per evitare l’emergenza di ansia e angoscia. L’oggetto della paura morbosa possono essere: la morte, cataclismi naturali, la notte, alcuni animali, ecc. in altri casi il soggetto teme cose che normalmente non suscitano paura, come gli spazi chiusi (claustrofobia), le grandi altezze (acrofobia), gli spazi aperti (agorafobia), il fuoco (pirofobia) animali e oggetti comuni (vetri, coltelli ecc.), oppure può temere di sporcarsi, di contaminarsi, di contrarre malattie.

Pensiero fobico

Il contenuto di pensiero fobico si accompagna a sentimenti spiacevoli di paura, di repulsione, di schifo, di orrore e a sintomi quali tremori, tachicardia, sudorazione, nausea e vomito, disturbi dell’attività sessuale. La nevrosi ansiosa è caratterizzata dalla presenza dominante dell’ansia, che può essere vissuta dal soggetto solo interiormente, oppure manifestarsi attraverso varie espressioni mimiche, gesticolatorie, comportamentali o con sintomi vegetativi soggettivi (cardiopalmo, fame d’aria, “tensione” alle gambe, “peso” addominale) od obiettivi (tachicardia, sbalzi della pressione arteriosa, diarrea,stipsi ecc.). La nevrosi nevrastenica o nevrastenia si caratterizza soprattutto per un complesso di sintomi soggettivi e obiettivi, dei quali il più importante è l’astenia, cioè una sensazione di stanchezza e di debolezza che interessa sia le attività motorie sia quelle puramente psichiche (rendimento intellettuale, memoria, volontà ecc.), cui si associano disturbi della cenestesi (sensazioni spiacevoli o moleste in varie parti del corpo), atteggiamenti di tipo ipocondriaco.

 

Altre forme di nevrosi sono caratterizzate da manifestazioni di tipo depressivo ( psiconevrosi depressiva). Oltre a questi quadri clinici principali vi è una grande varietà di forme miste, di transizione, di passaggio spesso si ha l’associazione di ossessione, ansia e ipocondria. Altre volte la nevrosi si manifesta solo con uno o pochi sintomi in altri ancora si ha soltanto lo sviluppo particolarmente accentuato, per scopi difensivi, di alcuni tratti della personalità. Abbiamo così personalità ansioso-emotive, apprensivo-fobiche, ossessive, isteriche, ecc. In queste nevrosi del carattere i sintomi sono quindi i tratti stessi del carattere e i disturbi si esprimono in comportamenti abnormi o in alterazioni delle abituali modalità di reazione. In conclusione quindi il campo delle psiconevrosi comprende uno spettro molto ampio di condizioni, che vanno da particolari tratti della personalità a disturbi del carattere, a reazioni nevrotiche, a sintomi isolati, fino a vere e proprie malattie che possono anche gravemente ostacolare tutta la vita di relazione del paziente.Il decorso può essere molto variabile e in vario modo influenzato da fattori socioambientali e dalla terapia: alcune forme hanno durata breve, di poche settimane o mesi (specie le forme reattive ad eventi psicotraumatici), mentre in altri casi il decorso è protratto, cronico, con alternarsi di fasi di miglioramento e di peggioramento della sintomatologia nelle personalità nevrotiche i sintomi possono persistere a volte per tutta la vita, seppure attenuandosi verso la maturità fino a scomparire.

 

Cause delle psiconevrosi

Le cause delle psiconevrosi sono spesso da riferire all’azione di vari fattori, anche sociologici parte importante può avere una predisposizione costituzionale. Secondo la concezione freudiana le nevrosi hanno la loro radice nell’infanzia; secondo la psicoanalisi junghiana i sintomi nevrotici esprimerebbero una rottura tra il conscio e l’inconscio, che in condizione di equilibrio psichico comunicano tra loro.

 

Terapia

Dalle interpretazioni date da altre scuole e dalle differenti impostazioni teoriche e di ricerca derivano le diverse tecniche per la terapia delle nevrosi, tutte centrate su trattamenti psicoterapici e psicoanalitici.

Contatta lo studio della dottoressa Merati Luisa Maria di Milano per maggiori informazioni.

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